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September 04 "In questa squadra si combatte per un centimetro,
in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi per un centimetro,
ci difendiamo con le unghie e coi denti per un centimetro,
perche' sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri
il totale fara' la differenza tra la vittoria e la sconfitta, tra vivere e morire!"
Beh questa frase viene da uno dei miei film preferiti "Ogni maledetta domenica", e beh come poi anche il coach ammette, tutto nella vita è così non solo il football, la vita è una lotta di cm, tante volte ci si sente ricacciati verso il basso, verso il buio, ebbene il modo migliore per riemergere è lottare piano piano, avanzare, incassare e subito rianvanzare all'infinito... prima o poi il risultato sarà la vittoria e cosa cosa se si vince di 100 o di 1? L'importante è vincere, vivere....
September 03 Mah stasera dopo tanto torno qui... forse per noia, forse per sfogo, forse per guardarmi alle spalle e chiedermi a cosa sono arrivato; il mio racconto sembra ancora senza la sua chiave di svolta chissà se nel passato o nel presente ma deve esserci un senso....
August 16 Che si dice dai vostri lidi di vacanza? Immagino siate più o meno tutti alle prese col post ferragosto, ma per 5 persone credetemi questo giorno è un giorno a smaltire acido lattico, paura e traumi vari!  Di chi parlo? Parlo di 5 prodi, 5 temerari che impavidi hanno trovato dinanzi a loro il pericolo e baldi gli han risposto affrontandolo con un: Me ne frego!!  Inizia tutto nella mattinata io e mio fratello andiamo a raccattare Enzo (che avrebbe dovuto venire a chiamarci lui, ma umanamente non ci speravo) , si parte! Direzione circumvesuviana, li troviamo il caro Gennaro che essendo di noi l'unico puntuale era li ad aspettarci da un po'  , passano i minuti e iniziamo a chiederci dove sia l'ultima componente della spedizione, ovvero Laura, proprio mentre si temeva il peggio (ovvero che ci avesse dato pacco e fosse rimasta a dormire) il cellulare di Enzo con un sms ci avvisa della venuta della Lauretta, finalmente si parte... La prima fatica dei nostri eroi è ardua e scoraggerebbe uomini comuni, non è da tutti prendere la funivia in compagnia di tamarraggine varia ed eventuale! Ma noi stoicamente resistiamo fino all'arrivo sul Faito, giunti in loco ci guardiamo con la consapevolezza che ora siamo più forti e che nulla potrà fermarci nella nostra scalata al Molare! Sempre se prima capiamo come arrivarci  Il nostro esperto (?) logistico Enzo si avvicina ad un indigeno del posto per chiedergli indicazioni, nel frattempo mio fratello procacciava del cibo e veniva rapinato dal locale posto di approvigionamento, io, Gennaro e Laura invece guardavamo incuriositi lo scambio di battute tra il locale indigeno ed Enzo dinnanzi ad una cartina... Ottenute le indicazioni che volevamo finalmente la spedizione prende contatto co la montagna, io ne prendo talmente tanto di contatto che la montagna si affeziona e cerca di tenere per se la mia scarpa! Le indicazioni si rivelano stranamente giuste dopo una infelice battuta iniziale, quindi proseguiamo con passo spedito e per tenere alti gli animi ognuno fa quel che può, mio fratello il deficente, Enzo ci allieta con le sua allegorie su parti poco nobili del corpo, Gennaro ci smarona un po parlando di cinema e io e Laura ci lamentiamo  Ad un certo punto ci si para innanzi un branco di pericolosi animali: un gregge di pecore! Per evitare le pericolose creature il nostro esperto logistco attua una deviazione, con l'ovvio risultato di perderci quasi, ma il nostro spirito è forte e si prosegue, incontriamo altri indigeni locali (o forse erano cafarti vacanzieri, questo particolare lo ignoro) che ci danno nuove indicazioni, ritroviamo il giusto sentiero e ci inerpichiamo sempre più, col passare del tempo si capisce quanto Enzo sia ottimista nel giudicare la praticità di un sentiero e nel dare coordinate spazio temporali (rimarranno storiche le sue distanz in linea d'aria), il gruppo resiste anche al tentativo di ribellione mio e di mio fratello, che alal ricerca di una strada asfaltata ci inerpichiamo su delle rocce senza ovviamente trovarla la strada, ricompattato il gruppo e non prima di una mia caduta procediamo sempre di più, la montanga ormai è parte di noi... Forse era la parte sbagliata o forse chissà, ma fatto sta che le membra paiono sempr meno forti e agili e le lamentele mie e di Laura vanno aumentando e anche il giovane fratello ghighesco in un primo momento fervente seguace di Enzo inizia a mostrare nervosismo e segni di stanchezza, io inizio a vaneggiare chiedendo per il ritorno una strada comoda e civile (questo diverrà poi il clou delle risate enzesche), mentre iniziavamo a temere il peggio ecco che quasi come a simbol divino una piccola fontanian tra i monti ci rincuora: Acqua! Iniziamo a dissetarci gli animi si rialzano un po' e si riprende la salita, nel frattempo avevamo incrociato una coppia di proci intenta nella nostra stessa impresa che poi reincroceremo più tardi... Dopo tanto camminare, lamentarsi, dolori e soste ci ritroviamo innanzi all'ultima difficoltà, un intensa salita su un costone roccioso che costeggiava il nulla, le paure di noi tutti durante la salita si palesano più o meno celatamente, la meno celata era la mia, che soffrendo di vertigini, ero particolarmente "poco felice" di attraversare quel tratto... Dopo tanta paura (sempre da parte mia soprattutto) finalmente la vetta! E guarda un po' chi c'è! Ritrovammo l'arzilla coppietta su una cima poco vicina, io sfinito sono il primo a stendermi dando un attimo tregua alle stanche (e crampate) membra, poi mano a mano formiamo un piccolo raggruppamento per riposarci, li scoppiano le risa al ricordo di quello che era stato per tutto il tratto difficile del viaggio il mio vaneggiamento: la strada comoda; l'ilarità generale prende il sopravvento (anche perchè ero troppo esausto per difendermi), dopo un po' un terribile pensiero però prende la mia mente, dovremo ridiscendere! Infatti il momento giunse, io e Gennaro ci demmo i reciproci auguri, dicendoci che nel caso fosse accaduto il peggio era stato bello conoscerci, io inizio a pensare che se qualcuno di noi perisse però ci verrebbe a prendere un elicottero risparmiandoci la discesa... (lascio al lettore imamginare cosa mi passò per la mente in quegli istanti) Dato che nessuno sembrava voler morire (egoisti  ) iniziammo la discesa, io ormai cieco di paur avanzavo alla meno peggio, Gennaro con un colpo di genio inventa una nuova tecnica di discesa. "lo sculamento", Laura si impadronisce subito della tecnica e la adopera, io che fesso non sono la imito, finalente fummo al sicuro dopo un po', io ero bianco dalla paura, ma da li in poi nulla più poteva fermarci e tornammo alla civiltà a goderci un gelato e a giocare a carte.... August 06 Eccomi qui, visto che ogni tanto torno a dare fastidio?  Ieri ero ad una delle tante sagre paesane che si fanno nei dintorni, per la precisione ero in quel di Pimonte (paese dicui sono oriundo avendo una nonna di quelle parti ), beh direte "nulla di speciale Luì" beh in effetti non ero a Woodstock, ma sentire quell'aria paesana da sagra campestre mi ha fatto ricordare che io su questo piccolo spazio non ho mai reso omaggio alla mia terra, al suo dialetto, al suo sapore, al suo odore, a quel mix di magia e tristezza dei bassi...Beh ho deciso di colmare la lacuna, come al solito però a modo mio, consigliandovi un gruppo partenopeo che da voce ai problemi di questa terra e di chi la abita a suon di rock, i grandi Almanegretta (che ho anche conosciuto di persona un annetto fa) veramente gradi e sottovalutati:Day by day
time goes by
take me away
light of my life
dint’ ‘o suonno nu sento
‘o rumore d’ ‘o muno
ca cummoglia tutto chello ca
po’ crescere dinto
cierte notti me sceto
e me sento nisciuno
pecchÈ ‘o juorno nun veco
tengo ll’uocchie dijune
pienzame n’ata vota
primma ca jesce ‘o sole
finchÈ ‘o scuro nun more
e accummencia ‘o calore
pienza che quaccheduno
nun se arrenne a’ ‘o destino
vo’ assaggia’ ‘a quanno È nato
tutto ‘o mmeglio d’ ‘a vita
pecciÒ vengo cu tte
ca sta ggente nun vede
invisibbile comme na goccia
dint’ ‘o mare
i’ sto ancora cu tte
oggi ajeri e dimane
comme ll’aria ca tu
tutte ‘e juorne rispire
e si tu tiene ‘a chiave
ca arape sta porta
arapela e puortame addo’ nun ‘mporta
pecchÈ si ‘ncielo ce sta ancora ‘a luna
si ire nisciuno
mo si’ quaccheduno
July 05 Che strano effetto questo posto, entro scostando una tela di ragno, un segno di vita dove tutto sembra spento, l'aria è diversa, pesante, di chiuso... Forse è tempo di aprire le finestre far si che il nuovo entri e il vecchio esca... Forse è tempo di tornare quel che che era ...
April 20 Ciao caro blog, ti ho proprio abbandonato eh? ormai direi che in giro ci so le ragnatele nella mia piccola tana  Beh visto che qualcuno che a leggermi ci tiene c'è quasi quasi do una spolveratina  Sai ieri mi sono ricordato di una canzone molto molto bella di moltissimi anni fa cantata da Nada e che io conobbi tramite un semisconosciuto gruppo: i SuperB, il titolo potrebbe non sembrare molto ottimista infatti è "Amore disperato" invece il testo è molto carino e per nulla pessimista, potrei quasi dire che è uan canzone dedicata al colpo di fulmine, a quella cossa improvisa che ti prende quando conosci uan persona speciale, quel brivido che da un bel po' mi manca insomma.... Comuqnue per chi volesse metto il testo, leggetelo e pensate, non perdete mai occasioni, potreste perdere una persona potenzialmente speciale 
Sembra un angelo caduto dal cielo
com'e' vestita quando entra al "Sassofono Blu"
ma si annoia appoggiata a uno specchio
tra fanatici in pelle che la scrutano senza poesia
sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo
sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo tempo
Una sera incontro' un ragazzo gentile
lui quella sera era un lampo e guardarlo era quasi uno shock
e tornando, e tornando, e tornando, e tornando
e tornando, e tornando, e tornando, e tornando a casa
Rit: Lei ballera' tra le stelle accese
e scoprira', scoprira' l'amore
l'amore disperato
Dopo quella volta lei lo perse di vista
disperata lo aspetta ogni sera al "Sassofono Blu"
una notte da lupi lei stava piangendo
quella notte il telefono strillo' come un gallo
sta chiamando, sta chiamando, sta chiamando, sta chiamando
sta chiamando, sta chiamando, sta chiamando, sta chiamando lui
Sembra un angelo caduto dal cielo
quando si incontrano toccarsi e' proprio uno shock
e tremando, e tremando, e tremando, e tremando
e tremando, e tremando, e tremando, e tremando forte
Rit: Lei ballera' tra le stelle accese
e scoprira', scoprira' l'amore
l'amore disperato
March 08 Oggi
ricorre la "Festa della donna" beh è una bella occasione credo, ma non
so quanto sia giusto definirla una festa, in realtà le ipotesi sulla
sua origine sono diverse e controverse, la più credibile la vede come
commemorazione per la morte di diverse operaie che lottavano per la
loro dignità e per i propri diritti, per completezza d'informazione
metto di seguito quello che è scritto su wikipedia:L'origine della festività è controversa. Una possibilità è che la sua istituzione risalga al 1910 nel corso della II Conferenza dell'Internazionale socialista di Copenaghen. Sarebbe di Clara Zetkin la proposta di dedicare questo giorno alle donne.
Alcune femministe
italiane (Irene Giacobbe, Tilde Capomazza, Marisa Ombra) sostengono
tuttavia che non c'è nessuna prova documentata a supportare questa
ipotesi. Il movimento operaio e socialista di inizio secolo ha celebrato in date molto diverse giornate dedicate ai diritti delle donne e al suffragio femminile. L'unica data certa è l'8 marzo 1917 (27 febbraio secondo il calendario non riformato) quando le operaie di Pietroburgo (Russia) manifestarono contro la guerra e la penuria di cibo (nell'ambito della rivoluzione di febbraio).
Le autrici citate ipotizzano che per rendere più universale e meno
caratterizzato politicamente il significato della ricorrenza, si
preferì omettere il richiamo alla Rivoluzione russa ricollegandosi ad un episodio non reale, ma verosimile, della storia del movimento operaio degli Stati Uniti (vedi a proposito la sezione successiva).
In Italia, nel secondo dopoguerra, la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata dall'UDI (Unione Donne Italiane) associando nel contempo alla data dell'8 marzo l'ormai tradizionale fiore della mimosa.
La leggenda della fabbrica CottonIn Italia è molto diffusa un'ipotesi che fa risalire l'origine della
festa ad un grave fatto di cronaca avvenuto negli Stati Uniti, nel 1908New York.
Alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie dell'industria tessile
Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in
cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni
finché l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò
tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco
(alcune fonti parlano di un incendio a accidentale). Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo.
Altra ipotesi è che questa storia derivi da un avvenimento storico: l'incendio che avvenne nel 1911 (quindi dopo, e non prima della tradizionale data di nascita della festa, il 1910), a New York, nella Triangle Shirtwaist Company. Le lavoratrici non erano in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909.
L'incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro
abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime
furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di
fabbrica erano la maggior parte. I proprietari della fabbrica si
chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo
penale ma persero una causa civile.
Ecco,
questa è la storia, ora a voi decidere se e cosa festeggiare, io trovo
che le donne vadano elogiate ogni singolo giorno, in quanto in loro
vive il miracolo della vita, vadano difese poichè ancora oggi molte
donne subiscono angherie e maltrattamenti, ci sono ancora donne
costrette a nascondere il proprio viso, la propria persona o ancora
peggio vengono costrette ad annullare loro stesse con violenze
psicologiche e mutilazioni.... Pensando a queste donne e a tutte le
donne mi viene da pensare a due canzoni, una credo sia un po un "Inno"
alla forza e l'importanza delle donne, è del Liga (lo so sono di parte)
e si chiama "Le donne lo sanno":
Le donne lo sanno
c'è poco da fare
c'è solo da mettersi in pari col cuore
lo sanno da sempre
lo sanno comunque per prime
le donne lo sanno
che cosa ci vuole
le donne che sanno
da dove si viene
e sanno pe qualche motivo
che basta vedere
e quelle che sanno
spiegarti l'amore
o provano almeno
a strappartelo fuori
e quelle che mancano
sanno mancare
e fare più male
possono ballare un po' di più
possono sentir girar la testa
possono sentire un po' di più
un po' di più
le donne lo sanno
chi paga davvero
lo sanno da prima
quand'è primavera
o forse rimangono pronte
è il tempo che gira
le donne lo sanno
com'è che son donne
e sanno sia dove
sia come sia quando
lo sanno da sempre
di cosa stavamo parlando
e quelle che sanno
spiegarti l'amore
o provano almeno
a strappartelo fuori
e quelle che mancano
sanno mancare
e fare più male
vogliono ballare un po' di più
vogliono sentir girar la testa
vogliono sentire un po' di più
un po' di più
possono ballare un po' di più
possono sentir girar la testa
possono sentire un po' di più
un po' di più
al limite del piacere
al limite dell'orrore
conoscono posti in cui non vai
non vai
le donne lo sanno
che niente è perduto
che il cielo è leggero
però non è vuoto
le donne lo sanno
le donne l'han sempre saputo
vogliono ballare un po' di più
vogliono sentir girar la testa
vogliono sentire un po' di più
un po' di più
al limite del dolore
al limire dell'amore
conoscono voci che non sai
non sai
non sai
Beh
come dire che non sia vero? Pensiamo alle mamme che ci leggono negli
occhi ogni singola cosa e ci stupiscono ogni volta, oppure a chi ha la
fortuna di avere una donna che lo ami, ha vicino un essere unico, che
conosce ogni virgola di noi, a volte meglio di noi stessi, poi pensaimo
a tutte quelle donne che si dividono tra duemila cose, come non dire
che sono forti, più forti di tutto? La seconda canzone che mi veniva
in mente mi salta nei pensieri pensando a quelle donne sfortunate,
quelle donne che la vita ha condotto su sentieri pieni di difficoltà,
in storie difficili, al limite della vita, è a loro che dal profondo
del cuore oggi mi sento di dare il mio pensiero più forte, nella
speranza che gli incubi finiscano presto e per voi torni il sole... La canzone è "Sally" scritta dal Blasco per Fiorella Mannoia, per tutte le piccole, grandi Sally, beh questa è per voi...
Sally cammina per la strada senza nemmeno....
....guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
....di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa....
"ti può crollare addosso"!
Sally è già stata "punita"...
per ogni sua distrazione o debolezza...
per ogni "candida carezza"...
"data" per non sentire....l'amarezza!
senti che fuori piove
senti che bel rumore...
Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente!
....ormai guarda la gente
con aria indifferente...
....sono lontani quei "momenti"...
quando "uno sguardo" provocava "turbamenti"..
quando la vita era più facile...
e si potevano mangiare anche le fragole....
perché la vita è un brivido che vola via
è tutt'un equilibrio sopra la follia....
..........sopra follia!
senti che fuori piove
senti che bel rumore...
Ma forse Sally è proprio questo il senso...il senso...
del tuo "vagare"...
forse davvero ci si deve sentire....
alla fine....un Po' male!....
Forse alla fine di questa "triste storia"
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare "i sensi di colpa"...
e CANCELLARLI da questo "viaggio"....
per vivere davvero ogni momento.....
con ogni suo "turbamento"!....
e come se fosse l'ultimo!
Sally cammina per la strada..."leggera"...
ormai è sera...
"si accendono le luci dei lampioni"...
"tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni"..
ed un pensiero le passa per la testa
"forse la vita non è stata tutta persa"...
forse qualcosa "s'è salvato"!!...
forse davvero!...non è stato "poi tutto sbagliato"!
"forse era giusto così!?!"....
........eheheheh!.........
forse ma forse ma si....
cosa vuoi che ti dica io
senti che bel rumore....
March 03 Beh come chi segue il mio blog può notare ultimamente sono diventato molto apatico, non scrivo molto, effettivamente non è un periodo di migliori, ma nemmeno dei peggiori, devo solo fare ordini e far scattare quella molla per fare il salto di qualità, devo ordinare le mie priorità, cercare di arrivare a èprovarci, anche se devo fallire, ma almeno provarci... Ovviamente il tutto è più facile a dirsi (anzi a scriversi) che a farsi, ma qualcosa devo provare, spero di riuscire in qualcosa, mi farebe bene, nessun regalo sia chiaro, spero solo di guadagnarmi un po' di tranquillità... Stamattina non so quante volte in radio è passata una canzone di Tiziano Ferro, mi sono ricordato che mesi fa una persone mi disse che le piaceva, beh spero lei se lo ricordi, perchè glie la dedico qui, sul mio piccolo spazio ...Ricorderò e comunque anche se non vorrai
Ti sposerò perché non te l' ho detto mai
Come fa male cercare , trovarti poco dopo
E nell' ansia che ti perdo ti scatterò una foto…
Ti scatterò una foto…
Ricorderò e comunque e so che non vorrai
Ti chiamerò perché tanto non risponderai
Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco
E capendo che ti ho perso
Ti scatto un' altra foto
Perché piccola potresti andartene dalle mie mani
Ed i giorni da prima lontani saranno anni
E ti scorderai di me
Quando piove i profili e le case ricordano te
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te
Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire
E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante
Ma pure avendoti qui ti sentirei distante
Cosa può significare sentirsi piccolo
Quando sei il più grande sogno il più grande incubo
Siamo figli di mondi diversi una sola memoria
Che cancella e disegna distratta la stessa storia
E ti scorderai di me
Quando piove i profili e le case ricordano te
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te
Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire
Non basta più il ricordo
Ora voglio il tuo ritorno…
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore
Lo stesso sapore con te
Io Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire…
Questa è per te, per farti capire che anche le piccole cose di te sanno essere speciali e non le dimentico, lo so di solito sono più bravo a farti sorridere che a dirti cose serie, ma ci provo a farti capire che sei speciale come una piccola margheritina che fiorisce dove e cone non ti aspetteresti... Se avrai bisogno su di me non smettere di contare, io ci sono, non scordarlo nemmeno per un secondo, sia per sorridere o piangere...
February 14 Lo so molti pensano sia una festa commerciale, che l'Amore sia quello che si vive tutti i giorni, ma che male c'è a dedicare una giornata agli innamorati? Io non ci vedo nulla di male (e sono single perso ormai) per loro si sono scomodati poeti, resgisti, si sono versati milioni di parole, sarà giusto no dedicargli un giorno? Beh visto che oggi è la loro festa io a tutti i fortunati che si amano dedico le parole di Prevert:
I
ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore
February 09 Da quanto non aprivo questa pagina eh? Povero blogghettino! Pensare che questa l'ho definita la mia tana, dovrei averne cura , nel frattempo questo piccolo spazio ha anche compiuto un anno, sai ripensavo a quante cose sono successe in un anno, aquante volte ho sentito l'esigenza "fisica" di aprire questa pagina, quante volte avevo troppo gioia per tenermela dentro e come un fiume le parole uscivano e riempivano questo spazio, altre volte queste pagine sono state lo sfogo di amarezza e delusione e allora le parole diventavano coltelli infilati nel cuore e che cercavo di strapparmi.... Lo so sono in ritardi per le celebrazioni, nel frattempo si sono chiuse delle porte che per me sono state importanti sono in una fase in cui cerco di prendere le piccole cose e apprezzarne il valore, anche esaltarlo se serve e ora mi serve, mi serve ogni piccolo briciolo di beltà per superare il passato e chiudere il libro di una storia mai scritta... Auguri Tana  January 13 Beh erano un paio di giorni che cercavo un'idea, un pensiero per il nuovo anno, ho pensato fosse ginto il momento, c'è un film stupendo su cui oggi hanno riportato la mia attenzione è Moulin Rouge, tra le canzoni ce n'è una stupenda, degna di una principessa di una favola e credo che anche un rospettino potrebbe osare cantargliela se quello che canta fosse sentito, ne metto un pezzetto:
Suddenly the world seems such a perfect place
Suddenly it moves with such a perfect grace
Suddenly my life doesn't seem such a waste
It all revolves around you
And there's no mountain too high
No river too wide
Sing out this song,
I'll be there by your side
Storm clouds may gather
And stars may collide
But I Love You, I Love You,
Until the end of time
Aggiungo dicendo che ci sono favole che a volte ci sembrano impossibili, creature tropposplendide per essere vere talmente inimmaginabili che finiamo con l'incontrarle e dedicargli i pensieri più dolci sperando che due favole possano unirsi e diventare uan splendida realtà...
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December 22 Povero blog ultimamente ti trascuro parecchio, ma preferisco non imbrattarti con cose stupide e quindi peso di più quello che scrivo, sai nell'aria si respira un aria particolare, l'aria del Natale, la gente che si affanna per negozi e negozzietti nonostante il freddo per cercare quel regalo particolare o perchè proprio non sanno cosa regalare... Mi viene da ricordarmi quando da piccolo mi attaccavo alle vetrine dei negozi chiedendomi cosa Babbo Natale avrebbe deciso di portarmi, sperando sempre fosse quel particolare giocattolo, quel modellino, quella scatola di Meccano, era il periodo più bello dell'anno questo, un periodo di speranze, guardavo l'albero di Natale fremendo, sperando che arrivasse presto la mattina del 25 cosi da potermi avventare sui giocattoli e dare a mamma e papà quell'ammasso di carta, coccoina e colori con cui gli facevo gli auguri... Ora le cose sono un po' diverse, la favola si è spenta da un po', ma mi piace farci credere negli altri, magari dire ai miei cuginetti più piccoli qualche favoletta di Natale, loro ancora vivono quel mondo che vivevo da bambino, spero gli duri il più possibile, per quando si cresce cambia molto, anche se si crede ancora alle favole... Non si guarda più sotto l'albero, perchè quello che sispera non è più il Meccano, ma magari è un sentimento, un bacio, una parola che tocchi il cuore da una persona particolare, e li è difficile, purtroppo realtà e favola non sempre coincidono, purtroppo non basta una letterina per avere ciò che si desidera, ma come sai caro blog io all favole credo ancora e ancora ne scrivo, ne penso, ne leggo, quindi, perchè non scrivere ancora sperando in una piccola magia? Non c'è molto da perdere, casomai nel nuovo anno, dopo la befana andrà tutto inscatolato insieme alle palle di natale e alle luci colorate, spero vivamente di inscatolarci il resoconto di una piccola magia.... Ecco cosa questo Natale desidererei più di tutto caro Babbo Natale, lo so forse non sono stato buonissimo, ma per stavolta fammela passare liscia come facevi da piccoloe accontentami, magari così troverò la mia serenità, il mio equilibrio e l'anno prossimo mi troverai migliore, ecco cosa desidero:
Caro Babbo, lo so è tanto che non ti scrivo, forse l'ultima volta era per dei Lego, beh comunque sono arrivati e te ne ringrazio, ora sono più grande e credo che sia meglio non chiederti altri giocattoli, ti chiedo qualcosa di particolare, di unico, forse una richiesta assurda, ma soche tu puoi tutto per cui ti prego, metticela tutta.. Vorrei che tu portassi la serenità e la felicità a tutte le persone che mi vogliono bene, ma ancora di più a chi non me ne vuole, così magari ci sarà più pace, dona alle persone che tante lacrime han versato per la sola colpa di essere buone qualcuno che sia buono con loro e non se ne approfitti, perchè capiscano che essere buoni e speciali non è una fregatura ma è un dono meraviglioso, regala a chi festeggerà per la prima volta un Natale da innamorato la coscienza del dono che portano nell'anima perchè sappiano tenere accesa la fiamma dell'Amore e fa si che nulla li separi, nessun ricordo o fantasma, ti prego inoltre di donare una favola, di quelle stupende, a chi nelle favole ha smesso di crederci, così che anche per loro si riaccenda la voglia di sognare e caro Babbo, se non ti chido troppo, dona a chi ancora non ne ha la forza il coraggio di provarci, di rischiare, di giocarsi tutto per i sentimenti più puri, aiutali con la magia di questi giorni a rischiare il tutto per tutto perchè ne saranno ripagati con quello che ambiscono... poi se ancora caro Babbo dovessi avere spazio nel tuo sacco, vorrei ciederti una cosa per me: fa si che l'Amore si riveli a me col suo volto, i suoi baci e quella forza che nasce dalla paura e trova la sua espressione nel coraggio... Lo so ti ho chiesto tanto, ma ti ho chiesto cose che chi è nei miei pensieri merita totalmente e se anche mi costasse un pezzo di cuore realizzare tutto questo ti prego vieni a prenderlo, ma fa felici tutti quelli che ho tra i miei pensieri...
Lo so caro blog sono stato logorroico e mieloso, ma spero di alzarmi il 25 e scoprire che i miei desideri sono diventati tante piccole realtà, quindi sii paziente anche questa volta, magari tra qualche giorno ti addobberò a festa raccontando di come le favole vincono ancora in questo mondo di soldi e smog...
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December 08 Mi sento incazzato da morire, stasera è uno di quei momenti in cui non mi sento abbastanza forte, una di quelle occasioni in cui ho un mare di rimorsi, una sera in cui vorrei aver fatto di più per le persone a cui tengo proprio pr dimostrargli che tengo a loro, ma non mi sento abbastanza, ho letto negli occhi di una personaa cui tengo amarezza e tristezza e questa cosa mi da i nervi in maniera terribile, è vero per far star tranquillo il mio ego potrei dire che qualcosa ho fatto, ci ho provato, ci ho anche rimesso, ma non va così, quegli occhi non posso scordarmeli e non posso non sentirmi in colpa anche io, non provare la vergogna di un ladro mi sento quasi partecipe delle colpe di chi ha esagerato... A questa persona vorrei dedicare qualcosa, cercando e sperando un sorriso, la speranza che questa sera scompaia come scompare un incubo, è stupido perchè non so nemmeno se mai leggerà queste parole ma d'altronde non so neanche perchè dovrebbe, ma io voglio comunque dedicarle qualcosa a cui tengo, forse la canzone più bella per il mio cuore, eccola:
Cosa ci fai
In mezzo a tutta
Questa gente
Sei tu che vuoi
O in fin dei conti non ti frega niente
Tanti ti cercano
Spiazzati da una luce senza futuro.
Altri si allungano
Vorrebbero tenerti nel loro buio
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche' ti tiene su soltanto un filo, sai
Tieniti su le altre stelle son disposte
Solo che tu a volte credi non ti basti
Forse capitera' che ti si chiuderanno gli occhi ancora
O soltanto sara' una parentesi di una mezz'ora
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche' ti tiene su soltanto un filo, sai
December 07 En muelle de San Blas è una canzone stupenda dei Manà, forse l'unico gruppo rock decente in lingua spagnola, questa è la loro canzone che preferisco in assoluto, parla di un Amore più forte di tutto, un Amore per cui aspettare, aspettare e lottare anche contro l'evidenza... Se dovessi dedicarla la dedicherei a tutti quelli che tengono gli amori in sospeso, che per paura non lottano, che preferiscono scappare anzichè buttarsi, ecco a loro la farei ascoltare per fargli capire che fortuna sia avere la persona amata li, vicina, solo da raggiungere, mentre c'è chi quell'Amore non lo rivedrà mai... A queste persone dedico queste parole, anche se so che potranno essere inutili visto che le persone non le cambio certo io....
lei salutò il suo amore
lui partì su una barca nel molo di San Blas
lui giurò che sarebbe tornato
e lei inzuppata di lacrime giurò che lo avrebbe aspettato
mille lune passarono
e lei stava sempre nel molo
aspettando
molti pomeriggi si annidarono
nei suoi capelli
e nelle sue labbra
portava sempre lo stesso vestito
cosìse lui fosse tornato non si sarebbe sbagliato
i granchi le mordevano
le sue vesti,la sua tristezza e la sua illusione
ma il tempo volò
e i suoi occhi si rimepirono di albe
e si innamorò del mare
e il suo corpo si radicò
nel molo
Sola
Sola nell’oblio
sola
sola con il suo spirito
sola
sola con il suo amore il mare
solaaaaaaaa
nel molo di San Blas
i suoi capelli diventarono bianchi
ma nessuna barca le riportò il suo amore
e nel paese la chiamavano
la chiamavano la pazza del molo di San Blas
e un pomeriggio di Aprile
tentarono di portarla al manicomio
nessuno potè strapparla da lì
e nessuno mai piu l’avrebbe separata dal mare
Sola
sola nell’oblio
sola
sola con su spirito
sola
sola conil suo amore il mare
solaaaaaaaa
nel molo di San Blas
Sola nell’oblio
Sola con il suo spirito
Sola conil suo amore ill mare
Sola
sola nell’oblio
sola
sola con il suo spirito
sola
sola con il suo amore il mare
solaaaaaaaa
rimase sola
rimase sola
Sola, sola
Rimase sola
Rimase sola
Con il sole e con il mare
Rimase lì
Rimase sola fino alla fine
Rimase lì
Rimase nel molo di San Blas
Sola, sola, sola
November 27 è una sera strana, ma non voglio annoiarvi con quello che è successo, sembrerebbe la solita lagna perchè non saprei spiegarmi come vorrei, so solo che non so cosa sentire è un misto di sensazioni, è tutto strano, so solo che non vorrei essere qui, so che vorrei essere in un luogo quieto e con poco sottofondo, con la nebbia a nascondermi i pensieri e lo scorrere dell'acqua a ricordarmi che ci sono, mettendola in musica, forse vorrei essere qui:
Ho parcheggiato e camminato non so quanto e non so dove sono, qua
ma so soltanto che si sente un buon profumo, un bel silenzio e l'acqua che va
lontano da me, lontano da noi, lontano dalla giostra che non si ferma mai
e ciò il biglietto sì ma questa corsa la vorrei lasciare fare a voi
solo a voi, la lascio fare a voi,
che io sto bene qui, seduto in riva al fosso
io sto bene qui, seduto in riva al fosso.
O è il riflesso della luna o sei proprio bella, se vuoi siediti!
hai parcheggiato e camminato non sai quanto non sai dove sei, ma sei qui
lontana da te, lontana da voi, lontana da uno specchio che non dice chi sei
se sotto il cielo c'è qualcosa di speciale passerà di qui prima o poi
prima o poi, comunque tu lo sai
che si sta bene qui seduti in riva al fosso
stiamo bene qui, seduti in riva al fosso...
Sono arrivati con la guida ed hanno apparecchiato per il loro pic-nic
con sedie i tavolini la TV i telefonini e le facce di chi va
lontano da chi, lontano da che, lontano per sentito dire senza un perché
se vuoi restare resta pure ho da fare non mi viene in mente cos'è
ma lo so che, io lo so com'è
che state bene lì, seduti in riva al fosso
state bene lì seduti in riva al fosso...
Avanti, state bene lì, state bene lì, state bene lì,
state bene, lì state bene lì, state bene lì...
November 16 Beh la mia passione per questo personaggio ormai è palese, un po' per tenerezza o forse un po' per assonanza con me, mi sembra di poterlo immaginare, capire come questo cadetto, spadaccino provetto ma dal cuore debole , portasse avanti la sua vita.. Ero all'università, in una di quelle giornate dove preferirei essere altrove, sul lettore mp3 per l'ennesima volta ripassava "Cirano" di Guccini, ormai sta canzone la so a memoria, nota per nota e l'adoro ogni volta come se la ascoltassi stupito per la prima volta, quel mododi cantarla, come fosse fiaba, mi sembra di sentirlo vivo, sentire la sua tristezza... Da tutto questo mi sono sentito con la voglia di scrivee qualcosa, ho preso il block-notes e via...Che destino è per me? La gente m'applaude o m'odia, inneggia alla mia spada che più d'una vedova ha fatto... Poveri popolani, credono che l'uccidere e solo quello, togliere la vita, doni onore e immortalità, ma cosa ne sanno di cos'ho nel cuore? Sapessero di questo dolore, delle mie pene... Credono sia un pregio saper ferire con la lingua e con la penna, ma cosa sanno loro dell'esser feriti? Non sanno il dolore al cuore che mi danno le risa di scherno, pensano che il carnefice non indossi mai le vesti della vittima, sciocchi! Credono, poveri illusi, che un cavaliere si riempia ilcuore solo d'onore e sangue ma cosa ne sanno loro di cosa bramo? Cosa sanno loro dell'esser diversi? Su di me si specano sberleffi, su questo naso, questa enormità, che prima d'una lama colpisce, la mia spada abbatte i nemici, i malvagi, ma questo naso cone lama distocco mi affonda nell'animo... non trovo pace per questo cuore, la sera inquesto letto penso e ripeno a lei splendido angelo, ma sono solo, eppure di donne queste lenzuola ne han sfiorate, ma mai ho sentito d'essere amato, ne d'esser preso dall'Amore... Poi m'è apparsa lei, Rossana, stelle del cielo, caduta in terra da donna, miracolo che come la primavera sui monti, ha sciolto la neve che mi copriva il cuore... Ma perchè è tanto bella? Come posso io scherzo della natura ambire all'Amore di tanto splendore? Non ne son degno, non in questa vita... Eppure lei merita le poesie che ogni sera scrivo per lei, quando questa mano, incallita dalla spada, trova la dolcezza per scriverle il mio Amore in versi... Ma del mio Amore non dovrà mai sapere, il suo cuore potrebbe inorridire, non posso provocare dolore a quell'angelo, mi affiderò alla notte per cantarle del mio Amore, ma non saprà di me neppure in letto di morte... Sarò folle a non sperare, lo so che l'Amore ovunque vince, ma non è favola questa ove io possa essere principe, io, eterno ranocchio non posso darle felicità....
November 15 E rieccomi qui, povero blogghino l'ho trascurato un casino, ma un po' di problemi con internet, un po' di problemi personali mi han fatto desistere dal lavorarci, ora sono tornato e spero di trattare questo mio piccolo antro un po' meglio, poverino non ha scelto lui di essere il mio spazio ^__^ Spero che i miei lettori (se ancora ci sono) gradiscano il ritorno se non lo gradiscono mi spiace per loro che dire ^_^
September 27 Sei arrivata, per caso, come per caso arriva l'arcobaleno, è iniziata un'avventura, di quelle che nemmeno una favola. Quel sentirci vicini, anche se lontani, rendeva tutto colorato, vivo e da vivere con ogni respiro... C'era la pioggia, ma a noi cosa importava? Eravamo l'uno dell'altra due cuiri, un Amore sperato, desiderato, difficile, eppure era stupendo, lacrima dopo lacrima. La voglia di stringerti, di dirti occhi negli occhi cosa sento, cresceva più veloce di me. Ma tu cercavi tempo, aspettami, aspettami, aspettami, dicevi sempre così, e io come la notte aspetta il sole così ti aspettavo, sperando in un bacio fatto d'alba. Ma poi sei andata via, e io rimango solo coi cocci di questo misero cuore...
September 16 LA CANZONE DISPERATA
Il tuo ricordo emerge dalla notte in cui sono.
Il fiume riannoda al mare il suo lamento ostinato.
Abbandonato come i moli all'alba.
E' l'ora di partire, oh abbandonato!
Sul mio cuore piovono fredde corolle.
Oh sentina di rifiuti, feroce tana di naufraghi!
In te si accumularono le guerre e i voli.
Da te innalzarono le ali gli uccelli del canto.
Tutto hai inghiottito, come la lontananza.
Come il mare, come il tempo. Tutto in te fu naufragio!
Era l'ora felice dell'assalto e del bacio.
L'ora dello stupore che ardeva come un faro.
Ansietà di nocchiero, furia di palombaro
cieco,
torbida ebbrezza d'amore, tutto in te fu naufragio!
Nell'infanzia di nebbia la mia anima alata e
ferita.
Scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!
Ti attaccasti al dolore, ti aggrappasti al
desiderio.
Ti abbatté la tristezza, tutto in te fu naufragio!
Feci retrocedere la muraglia d'ombra,
andai oltre il desiderio e l'atto.
Oh carne, carne mia, donna che amai e persi,
te, in quest'ora umida, evoco e canto.
Come una coppa albergasti l'infinita tenerezza,
e l'infinito oblio t'infranse come una coppa.
Era la nera, nera solitudine delle isole,
e lì, donna d'amore, mi accolsero le tue braccia.
Era la sete e la fame, e tu fosti la frutta.
Erano il dolore e le rovine, e tu f osti il miracolo.
Ah donna, non so come hai potuto contenermi
nella terra della tua anima, nella croce delle tue braccia!
Il mio desiderio di te fu il più terribile e
corto,
il più sconvolto ed ebbro, il più teso e avido.
Cimitero di baci, c'è ancora fuoco nelle tue
tombe,
ancora ardono i grappoli sbeccuzzati d'uccelli.
Oh la bocca morsa, oh le baciate membra,
oh gli affamati denti, oh i corpi intrecciati.
Oh la copula pazza di speranza e di vigore
in cui ci annodammo e ci disperammo.
E, la tenerezza, lieve come l'acqua e la
farina.
E la parola appena incominciata sulle labbra.
Questo fu il mio destino e in esso viaggiò il
mio anelito,
e i n esso cadde il mio anelito, tutto in te fu naufragio!
Oh sentina di rifiuti, in te tutto cadeva,
che dolore non spremesti, che dolore non ti soffoca.
Di caduta in caduta ancora fiammeggiasti e
cantasti.
In piedi come un marinaio sulla prua di una nave.
Ancora fioristi in canti, ancora prorompesti in
correnti.
Oh sentina di rifiuti, pozzo aperto e amaro.
Pallido palombaro cieco, sventurato
fromboliere,
scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!
E' l'ora di partire, la dura e fredda ora
che la notte lega ad ogni orario.
Il cinturone rumoroso dei mare cinge la costa.
Sorgono stelle fredde, emigrano neri uccelli.
Abbandonato come i moli nell'alba.
Solo l'ombra tremula si contorce nelle mie mani.
Ah più in là di ogni cosa. Ah più in là di
ogni cosa.
E' l'ora di partire. Oh abbandonato! September 11 Non so se sentirmi solo, se sentirmi indeciso o come al solito fuori luogo e sbagliato, so solo che non ci capisco più nulla, non ho una certezza a cui appigliarmi, l'unica persona che potrebbe offrirmene non so perchè non riesco a combinarci nulla di buono, non la sento, non se lei pensa a me, insomma mi sento perso, senza certezze, vorrei avere qualcosa da poter fare o dire, ma nn ho nulla...
September 06 Oggi è un giorno particolare, è il compleanno di una persona che da tre anni è nella mia vita, vorrei avere parole speciali per lei, farla rimanere a bocca aperta, ma come al solito nei momenti importanti la mia vena creativa si blocca, sarà per l'emozione o forse per il non sentirmi perennemente all'altezza, il non aver modo di dimostrare me stesso perchè non ne ho gli appigli... Allora come al solito mi rifugio nelle canzoni, sperodi aver trovato la canzone giusta per dirti:
Buon Compleanno Francesca
Spegnimi
come vuoi
buon compleanno
è così
stai con me
la tua voce così bella
Amo te
e quel sapore che
sa di acqua di mare
Sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
sai perché quando dormo con te
quasi quasi trattengo il respiro
mentre ridi e dici
ma tu sei qui per me
Sei felice
sono felice sì, sì
buon compleanno ora spegnimi
Sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
sai perché quando parlo con te
spero che sia sincero che si avveri ogni più profondo desiderio
sai di acqua di mare sai di vento
mentre ridi e dici
tutto quello che vuoi
Dimmi chi sei
amo te
volevo dirtelo
per il tuo compleanno
Sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
tutto quello che…
spegnimi
per il tuo compleanno
tutto quello che vuoi
September 01 Mah è una delle classiche serate in cui fisso questa pagina vuota e ci vomito su le mie sensazioni, invece delle mie poesie e dei miei piccoli racconti, lo so per chi legge magari quelle sono cose carine, che lasciano intravedere scorci di me... Stasera proprio sulle mie favole riflettevo, sui miei desideri che tramuto in un mondo dove tutto è possibile, anche che un piccolo rospo trovi l'Amore o che i cattivi vengano puniti, dove chi si ama corona sempre il proprio sogno di stare assieme, purtroppo la vita è una cosa a parte, lo so è un ovvietà, ma credetemi per chi con romanticismo, sensibilità e anima è come i personaggi di qelle fiabe: umile, combattivo, testardo e innamorato dell'Amore stesso, la sfida quotidiana è durissima, vedre sempre gli altri passarti avanti, vedere che i buoni prendono solo calci allo stomaco, sentirsi incompresi.... Non so come onestamente riesco a manternermi per quello che sono, sono fiero di me e forse troppo orgoglioso per piegarmi al gregge, sarebbe la via più breve di certo, ma si sa, lo so, sono testardo, come testardo è un mulo e i muli sono fatti per le strade sterrate; seguo la mia strada, aspettando che quella dolcissima poesia chiamata Amore diventi la musica suk quake far danzare la vita, con dolci note fatte di coccole e pensieri... Avrei voluto avere una citazione per sottolineare questo pensiero, qualcosa di speciale a sorreggere il mio pensiero, ma non mi è venuto in mente nulla, ma forse qualcosa poi mi è saltato in mente, infondo favole e film si somigliano e quindi mi è venuto in mente qualcosa:
"la vita non è perfetta:le vite nei film sono perfette. Belle o brutte,
ma perfette. Nella vita non ci sono tempi morti, mai.E voi...ne sapete
qualcosa di tempi morti, eh?"
come al solito è il Liga la mia ispirazione, la citazione è da Radiofreccia, il film più bello che ho nel cuore, quell'atmosfera retrò e rock, con sfumature blues che finiscono nei borghi emiliani...
August 28 Era una notte stellata bellissima, raramente in città se ne vedevano di così belle, tra lo smog e le lucine colorate, era un dono quella serata, ero con la solita comitiva, amici di anni, specialmente lei, ci eravamo sempre stati vicini, come fratelli, quel cielo ci colpì un po' tutti, lei mi guardò chiedendomi "visto quante stelle?", a me non so perchè riaffiorò una vecchia storia alla mente, di quelle che si raccontano ai bambini per spiegargli le cose, allora guardadola le dissi "sai perchè le stelle so così tante e così stupende?", lei un po stupita, come d'altronde gli altri, fece cenno di no con la testa, quasi invitandomi coi gesti a parlare. Cercai di fare mente locale, di riprendere dai cassetti della memoria ogni particolare di quella specie di fiaba, mi sedetti, gli altri fecero altrettando, sulla mia spalle sentivo la testa di lei, iniziai quindi a dire ciò che ricordavo.... "Tanto tempo fa, quando ancora il tempo non c'era, il cielo era una immensa distesa buia, rischiarata solo dalle fasi lunari, ebbene immaginate quanto la notte potesse essere brutta, una notte scura e piena di rumori, tra i quali il fruscio tenuo dello sfarfallare delle falene, l'uomo da sempre timoroso dell'oscurità reagiva accendendo le rudimentali lampade che aveva a disposizione... Le falene, nonostante la loro grazia nel volare, non splendevano di certo per intelligenza, particolarmente impazzivano per la luce delle lampade, e vi andavano incontro, bruciacchiandosi le ali, scottandosi e , nei casi peggiori, lasciandoci la vita. Un giorno su da un bozzolo attaccato ad una foglia di quercia, uscì una nuova falena, una normalissima falena, con apparentemente nulla di particolare, nei primi attimi della sua nuova vita ella cercò di capire com'era che vivevano le sue simili, più ne conosceva più il suo cuore si intristiva, erano tutte attratte dalle maledette lampade e tutte ne portavano i segni sul corpo e sulle ali, cosa avevano di così particolare e attraente queste lampade proprio lui non lo capiva, l'unica cosa che il suo cuore sentiva era l'immensa solitudine che aveva nel cuore, il desiderio di avere accanto una compagna. Una sera, triste come non mai, si sedette su un filo d'erba, non sapendo cosa fare si mise a scorgere verso l'alto, verso la luna in fase di piena, che bella che era, ne era quasi estasiato, si sentiva bene ad osservare colei che sola illuminava un cielo con tanta dolce e tiepida luce, il cuore del piccolo insettino alato sembrò più leggero, si dimenticò dei guai, non c'erano più lacrime sul suo viso, sgranò gli occhi, sentiva il cuoricino battere a mille "sono innamorato" esclamò a bassa voce, quasi vergognandosi e poi ancora "SONO INNAMORATO!!!" stavolta urlandolo al mondo intero... Quella sera sembrava folle di gioia, per l'oggetto del suo desiderio compì evoluzioni nel cielo serale, cercava con i disegni creati in aria dai suoi movimenti di farsi notare dalla luna ed ella sembrò notarlo, gli sembrò addirittura che gli sorridesse...la felicità venne scossa dal timore di un maore impossibile, erano troppo lontani pensava, ma il suo cuore era ormai rapito, decise di raggiungerla, di raggiungere il suo Amore, volava con tutte le sue forze, dopo qualche ora era sulla cima dell'albero più alto della foresta, guardò in alto "Ancora non basta!" urlò a se stesso, e con tutte le sue forze cercò di volare sempre di più, fino allo sfinimento... Dopo ore di estenuante volare la piccola falena sentì venir meno le forze, il freddo ormai le prendeva le zampette e le ali, rivolse un ultimo sguardo in alto, alla sua amata, "perdonami, non sono riuscito a raggingerti, anche se ti amo, non sono degno di te" , dopo queste parola appena appena pronunciate con le ultime forze, la falena chiuse gli occhi, lasciandosi cadere, per sempre... La Luna si era accorta veramente di quel piccolo, dolce e meraviglioso essere che per lei aveva dato la vita, vedendolo cadere al suolo esanime si intristì, le tenebre caddero sulla notte, non v'era più luce, lei era troppo triste, il cielosi chiese cosa poter fare, la notte non poteva rimanere buia, e capì che la luna non poteva rimaner sola, allora con la sua magia, la magia che solo una favola può immaginare, prese il corpicino della falena e lo portò al cielo, gli donò luce, ce l'aveva fatta, la forza dell'amore di quel piccolo essere, gli aveva permesso di muovere a compassione il cielo, chene fece una stella cosi che lui e la luna potessero stare assieme e rischiarare il cielo della notte per sempre... Da allora il cielo capì la forza del vero Amore, quello delle follie, degli amanti che si cercano nella difficoltà, e donò ad ogni grande maore una luce eterna, che splendesse in quel cielo buioche tanto spaventava gli uomini per rassicurarli, per far si che capissero che l'Amore è qualcosa di superiore e che inseguirlo con ogni mezzo è lo scopo vero della vita..." Questo era il termine della mia favola, notai che moltisi erano disinteressati e fumavano e chiacchieravano per i fatti loro fingendosi attenti, ma sentivo lei vicina, non si era mossa, sentivo il calore del suo viso sulla mia spalla, sentendomi in silenzio si alzò dolcemente, rimanendomi accanto, sentivo indistintamente il suo respiro vicino a me, ma era accelerato, come se qualcosa la turbasse, mi prese il viso tra le mani "hai ragione, in Amore vincono le piccole grandi follie" , io titubai, "beh nn lo dico io... è la favola.." dissi con un filo di voce, era tutto strano e non ci capivo nulla, lei ancora aggiunse "Dovevo ascoltarla da bambina questa favola forse non ci avri messo 3 anni per fare una cosa..", subito stupito le chiesi "cosa?", lei sorridendomi dolcemente, come si sorride ad un bambino mi susurrò "Essere la tua piccola falena e fare di tutto per raggiungerti il cuore" detto questo mi abbracciò e dolcemente sentii le sue labbra sulle mie, sentivo gli occhi degli altri su di noi, ma non mi importava, sentivo il cuore finalmente pieno di quel sentimento che da sempre muove il mondo, e giugerei che in quel momento una stella lucentissima ci facesse l'occhiolino da quel cielo stellato che quella sera faceva da coperta ad una nuova favola...
August 18 Penso
che forse una delle cose più difficili di questo mondo sia congedarsi
da un Amore o da un'amicizia che si reputa importante, forse in questo
periodo io sto assaggiando il gusto acre di entrambe le cose, ma sono
stanco di dare, dare, dare e ricevere solo delusioni dalle persone a
cui mi apro e do il mio bene, inizio a credere che voler bene ad una
persona veramente sia come affidarle un coltello acuminato, se è una
persona che ci tiene a noi la userà per se per noi, ma se non è
veramente legata a noi alla prima occasione la potrebbe usare anche per
ferirci...
Forse uno
degli addii più belli che abbia sentito in musica è questa canzone che
metterò, la dedico a chi mi ha fatto male rifiutando il mio bene coi
loro gesti o si sono prese gioco di me e del mio Amore, anzi forse è proprio epr questa persona che per me non ha voluto lottare e se n'è fregata dopo avermi detto "ti Amo"..
Insieme a te non ci sto più,
guardo le nuvole lassù.
Cercavo in te
la tenerezza che non ho,
la comprensione che non so,
trovare in questo mondo stupido...
Quella persona non sei più,
quella persona non sei tu.
Finisce qua
chi se ne va, che male fa.
Io trascino negli occhi
dei torrenti d'acqua chiara
dove io berrò.
Io cerco boschi per me
e vallate col sole più caldo di te.
Insieme a te non ci sto più,
guardo le nuvole lassù...
E quando andrò
devi sorridermi se puoi,
non sarà facile ma sai
si muore un po' per poter vivere...
Arrivederci amore, ciao,
le nubi sono già più in là...
Finisce qua
chi se ne va, che male fa.
E quando andrò
devi sorridermi se puoi,
non sarà facile ma sai
si muore un po' per poter vivere...
Arrivederci amore, ciao,
le nubi sono già più in là
Arrivederci amore, ciao,
le nubi sono già più in là
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